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Clima in casa
 

Finestre e ricambio d'aria

Buona parte del calore di casa nostra scappa via dai vetri e ogni volta che apriamo le finestre per cambiare aria. Come rimediare? Doppi vetri, infissi isolanti, sistemi di ventilazione controllata: in rassegna qui le principali soluzioni per contenere i consumi e migliorare il comfort termico della nostra casa.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Elimina le infiltrazioni, apponendo guarnizioni di gomma o di metallo (in vendita in tutti i negozi di fai da te e ferramenta), oppure impiegando il silicone. Costo indicativo: massimo 10 euro a finestra.

2

Applica tendaggi pesanti alle finestre e provvedi a chiuderli di notte. Attenzione a non farlo davanti ai termosifoni, spesso inopportunamente sistemati sotto le stesse finestre dove il muro è più sottile! Costo indicativo: non più di poche decine di euro a finestra.

3

Controlla le dispersioni del cassonetto delle tapparelle e, se c'è abbastanza spazio (bastano 2 cm), copri le fessure e l'involucro con materiale isolante. Costo indicativo: 10 euro a finestra.

4

Nel caso la finestra abbia un solo vetro e l'infisso lo permetta, sostituisci il primo con una vetrocamera (doppio vetro). Ci sono anche vetrocamere termoisolanti (gas inerte) e con tripli vetri (più care). Costo indicativo: 100 euro a metro quadro.

5

Se il serramento è vecchio, richiede manutenzione continua, non chiude bene, provvedi alla sua sostituzione: esistono serramenti in legno, PVC o in alluminio con taglio termico duraturi e molto efficaci. Sconsigliati invece i serramenti metallici senza taglio termico perché nel metallo freddo si forma condensa. Costo indicativo: da 155 a 320 euro a metro quadro.

6

Nel caso di case nuove o ristrutturazioni radicali, applica un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di energia. Il costo è contenuto sul nuovo: non più dell'1-2% del costo di costruzione.

Detrazione 50% (ex 36%)
Le spese documentate di ristrutturazione edilizia godono della detrazione Irpef del 50% sino al 31 dicembre 2013 (Dl 4 giugno 2013), quando, salvo diverse disposizioni, si tornerà al 36%. L'importo massimo detraibile è di 96mila euro per unità abitativa, da ripartire in 10 quote annuali. La detrazione si applica anche alle spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all'arredo dell'edificio oggetto di ristrutturazione per un massimo di 10mila euro (in pratica si concede un bonus di 5mila euro).

Detrazione 65% (ex 55% - risparmio energetico)
Le spese sostenute per il miglioramento termico dell'edificio sono detraibili dalle tasse al 65%, sino ad un massimo di 60mila euro (su un totale di spesa di 92mila euro circa). La detrazione, da ripartire in 10 anni, è prorogata dal 6 giugno fino al 31 dicembre 2013 per tutti gli edifici e fino al 30 giugno 2014 per i condomini.

Per saperne di più...

I consumi di energia legati alla climatizzazione degli ambienti derivano in gran parte dalle dispersioni termiche dell’edificio. Secondo le stime circolanti sulle dispersioni delle abitazioni italiane, in case mono e bifamiliari circa il 25% del calore scappa via dalle pareti o dai vetri e il 30% dagli spifferi (infiltrazioni) o dal necessario ricambio d'aria.

Fermare le dispersioni

Un modo semplice e poco costoso per combattere le fughe di calore, e quindi per ridurre sprechi e spese di riscaldamento, è quello di eliminare le infiltrazioni, isolando porte e finestre con le apposite guarnizioni di gomma o di metallo, oppure impiegando il silicone. In ordine di costo, viene poi l'applicazione di doppi vetri sul telaio esistente. Costituiti da una coppia di lastre sigillate in modo da impedire la formazione di condensa tra i due strati, hanno il pregio (se applicati su tutte le finestre di casa) di fare da barriera al freddo, riducendo fastidiosi spifferi e differenze di temperature rilevanti all'interno dello stesso locale. Senza trascurare che possono aiutare a ridurre il rumore che proviene dall'esterno.
La sostituzione dell'intero infisso è senz'altro l'ideale, ma ha prezzi piuttosto elevati. Per ottenere le migliori prestazioni, si può ricorrere a vetri basso-emissivi (vetri con la superficie trattata con particolari depositi metallici) nonché a vetrocamere con l'intercapedine riempita da gas inerti a bassa conducibilità: anche l'aria va bene, ma l'argon e il kripton sono ancora meglio.
Per i telai, quelli ad elevata prestazione sono in PVC, legno o alluminio con taglio termico. Ma è sempre bene controllare le certificazioni rilasciate dai distributori.

Cambiare aria
La quantità di calore offerta dall'impianto di riscaldamento in inverno non serve solo per portare a temperatura ottimale (20 gradi) i locali abitati, ma deve anche compensare il regolare ricambio d'aria ogni volta che si aprono le finestre. Il ricambio è necessario per espellere inquinanti chimici dannosi (spesso maggiori di quelli presenti nell'aria esterna), vapori e odori molesti e per evitare la formazione di muffe e condense tanto che la normativa su igiene e sicurezza prevede un ricambio d'aria pari a 0,25 volumi/ora e la presenza nelle cucine di aperture per consentire l'apporto di ossigeno necessario a compensare quello usato nella combustione dei fornelli a gas (si tratta in genere di un buco circolare sulla parete esterna).
Peccato, però, che ogni volta che si apra la finestra si butti un litro di gasolio al vento. Per contenere le dispersioni di calore, il ricambio dovrà avvenire sempre in modo controllato. Aprire per pochi minuti due finestre su lati opposti è sufficiente: si crea una corrente che rinnova velocemente l'aria senza raffreddare le strutture.

Ventilazione meccanica controllata

Nell'esperienza di certificazione edilizia a Bolzano, in Austria e in Svizzera, grandi risultati in termini di soddisfazione degli abitanti sono stati raggiunti dai sistemi di ventilazione meccanica controllata dell'aria, che permettono di avere in ogni momento della giornata un adeguato ricambio d'aria con perdite di calore minime.
Negli impianti più semplici, l'aria viene prelevata dall'esterno, filtrata e poi immessa nei locali a bassa produzione di inquinanti, come soggiorni e camere da letto, attraverso bocchette insonorizzate montate sui cassonetti o sugli infissi. Da qui passa poi ai locali dove più alta è la produzione di inquinanti, come la cucina e i bagni, richiamata dalla depressione creata da ventilatori che la espellono all'esterno.
Negli impianti più complessi, condotte parallele permettono il ricambio d'aria nei diversi ambienti, consentendo lo scambio termico tra l'aria esterna e quella interna. In questo modo, in inverno, l'aria interna viziata ma calda, prima di essere espulsa, cede calore all'aria entrante pura. In estate, al contrario, l'aria calda esterna si raffresca prima di entrare in casa. Questo sistema, affiancato da sistemi di riscaldamento a pannelli radianti, assicura un costante ricambio d'aria, l'espulsione degli inquinanti che si formano in casa, comfort termico e risparmi energetici notevoli.

Detrazione 65%
La detrazione del 65% viene riconosciuta alle seguenti condizioni:

  • sostituzione delle vecchie finestre, comprensive di infissi, con nuovi che abbiano i requisiti di trasmittanza stabiliti dalla legge;
  • si sia prodotta l’asseverazione di un tecnico abilitato che specifichi il valore della trasmittanza degli infissi (vecchi e nuovi) e attesti il rispetto dei nuovi infissi ai requisiti tecnici di legge. In alternativa, questo documento può essere sostituito da una certificazione del produttore dell'infisso;
  • si sia provveduto a trasmettere per via telematica all'Enea la scheda informativa dell'intervento, entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
  • sia stata inoltrata comunicazione via web alla Agenzia delle Entrate per i lavori che proseguono oltre il periodo d'imposta nel quale sono iniziati;
  • si conservi la documentazione fiscale, le ricevute dei bonifici effettuati e la ricevuta di trasmissione dei documenti.


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