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Clima in casa
 

Caminetto e stufa, un ritorno di fiamma

Riscaldare casa con le biomasse può essere vantaggioso se nel posto in cui si vive si riesce a reperire legna di qualità a prezzi modici e senza dover fare chilometri. Ma attenti all'impianto che si sceglie. Alcuni sono proprio da evitare, inquinano e scaldano male, altri comportano una gestione che non è alla portata di tutti. Qui una guida per una scelta attenta.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Consulta i siti Internet della tua Regione e Provincia per conoscere incentivi e finanziamenti e per informarti su normative di sicurezza e antinquinamento in vigore. Nessun costo.

2

Fai controllare la canna fumaria e il tiraggio da un tecnico specializzato, accendi raramente il caminetto ed alimentalo esclusivamente con legno naturale di buona qualità. Tutta salute, per te e per l'ambiente.

3

Se abiti in montagna o in campagna, acquista una moderna stufa ad alta efficienza. Fatti consigliare dove posizionarla e assicurati la disponibilità di legna locale a buon prezzo. Costo minimo: 2-3mila euro, compresa l'installazione.

4

Nel caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni radicali, valuta la possibilità di collegare il riscaldamento a moderni impianti centralizzati (di condominio o di quartiere) a biomasse legnose. Il costo è variabile, ma decisamente inferiore ad una soluzione autonoma.

Detrazione 50% (ex 36%)
Le spese documentate di ristrutturazione edilizia godono della detrazione Irpef del 50% sino al 31 dicembre 2013 (Dl 4 giugno 2013), quando, salvo diverse disposizioni, si tornerà al 36%. L'importo massimo detraibile è di 96mila euro per unità abitativa, da ripartire in 10 quote annuali.

Detrazione 65% (ex 55% - risparmio energetico)
Le spese sostenute per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a biomassa sono detraibili dalle tasse al 65%, a condizione che rientrino negli interventi di riqualificazione globale dell'edificio. 
La detrazione, da ripartire in 10 anni, è prorogata dal 6 giugno fino al 31 dicembre 2013 per tutti gli edifici e fino al 30 giugno 2014 per i condomini.

Conto termico

La sostituzione di impianti per la climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati a biomassa usufruisce degli incentivi del Conto termico erogati dal GSE in 2 o 5 annualità (a seconda della taglia dell'impianto). Apparecchi e caldaie con minori emissioni di polveri ottengono incentivi premianti. Per accedere, occorre presentare domanda al GSE entro 60 giorni dalla data di effettuazione dell'intervento o di ultimazione dei lavori.

Per saperne di più...

Numerosi e diversi impianti sfruttano le biomasse per il riscaldamento domestico e per l’acqua calda, come la vecchia “cucina economica”, molto funzionale nelle aree montane, fino ai moderni termocamini o alle centrali termiche di quartiere. Secondo una stima di Itabia, ammonta a circa 30.000 MW la potenza installata di medie e piccole apparechiature per la produzione di calore domestico con biomassa. La maggior parte di queste apparecchiature sono però poco efficienti, con rendimenti medi intorno al 30%, contro l'80% che potrebbe essere ottenuto con stufe e caminetti di moderna concezione, e un'elevata produzione soprattutto di polveri. Ecco la descrizione dei principali apparecchi per produrre calore a casa sfruttando le biomasse.

Caminetti e termocamini

Lo strumento più diffuso nelle case italiane rimane sempre il caminetto, piacevole e romantico, ma in genere poco efficiente (più dell'80% dell’energia della legna se ne va per il camino) e molto inquinante. Da alcuni anni il mercato offre caminetti a ventilazione forzata (come le stufe) che possono essere integrati con il riscaldamento della casa. Sono nati così i termocamini, cioè stufe mimetizzate da caminetto (grazie ad un vetro termico che permette di vedere la fiamma): il mercato offre dei moduli per trasformare facilmente il proprio caminetto in un termocamino, riducendo i lavori di muratura, ma migliorando l'efficienza e riducendo l'inquinamento dei fumi.

Stufe a legna tradizionali

Funzionano per irraggiamento, dunque riscaldano solo in prossimità, costano poco (solo qualche centinaio di euro) ma non sono consigliate per l'elevato inquinamento oltre che per la scarsa efficienza energetica, salvo per abitazioni molto piccole o per scaldare parti di casa. Decisamente migliori, le tradizionali stufe a maiolica o a ole, tipiche delle zone alpine del nostro paese. Costruite in materiali refrattari, del costo di 7-10mila euro, montaggio incluso, hanno una capacità di riscaldamento maggiore e possono diventare l’unica sorgente termica della casa o del piano, se posizionate e costruite in maniera corretta. Una soluzione molto economica, vantaggiosa soprattutto nelle aree montane non servite dal gas metano e dove il costo della legna è sensibilmente minore.

Stufe a legna moderne

La tipologia di stufe più efficiente è quella di moderna concezione, con circolazione forzata dell'aria e dei fumi. Principalmente in metallo o ghisa, questi apparecchi garantiscono un migliore rendimento energetico e sono meno inquinanti rispetto alle stufe tradizionali. Prima di adottarle, però, si tenga presente che richiedono di essere caricate più volte al giorno: sono adatte quindi a case o ad uffici dove sia garantita una presenza costante. Ci sono stufe studiate per essere alimentate anche a cippato di legna (legname sminuzzato) e a bricchetti di legna (una sorta di ceppi di legna ma fatti di segatura pressata), oltre alle stufe a pellet (leggi qui), assai diffuse grazie alla possibilità di essere alimentate anche una sola volta a giorno.
Per un acquisto davvero vantaggioso, vale la pena scegliere l'alimentazione in funzione del costo e della reperibilità negli anni del combustibile: la legna conviene quando la si può ottenere gratis o a modico prezzo, come nel caso delle zone montane e rurali. Attenzione anche alla manutenzione. E' importante svuotare il cassetto che contiene la cenere solo quando è pieno poiché uno strato di cenere sul fondo della stufa migliora la combustione.

Stufe a mais

Il mercato oggi offre persino stufe a mais. Pur garantendo un'ottima resa termica, le sconsigliamo per ragioni di carattere ambientale e tecnologico. Il mais è un alimento pregiato, per ottenerlo si consuma molta acqua (mille tonnellate per una di prodotto), molti fertilizzanti (e le nostre falde sono zeppe di nitrati) e un certo quantitativo di gasolio per alimentare i trattori. Se la sua produzione non fosse sovvenzionata dalla politica agricola comunitaria, il mais sarebbe un combustibile estremamente costoso. Oltre a questo produce una vetrificazione delle ceneri pericolosa per la durata della stufa e le sue emissioni inquinanti sono ancora tutte da studiare.

Stufe caldaie
Particolarmente interessanti sono le moderne stufe caldaie, che riscaldano l'acqua che serve i caloriferi o le superfici radianti e il serbatoio dell'acqua sanitaria. Molti modelli sono provvisti anche di piani di cottura e di forni. Si tratta di impianti, che per resa ed emissioni, si avvicinano alle normali caldaie a gasolio, e che risultano particolarmente convenienti per condomini o case grandi, abitate spesso (leggi qui).

Biomasse e PM10
C'è chi elogia la sostituzione del petrolio (combustibili fossili) con la legna per ridurre le emissioni di anidride carbonica e gas, principali responsabili delle alterazioni climatiche. Contemporaneamente alcune regioni hanno vietato l'uso di caminetti in pianura con l'accusa che le stufe a legna provocherebbero più particolato sottile dei camion. Chi ha ragione? Entrambi: non hanno senso i caminetti poco efficienti in città, mentre si dovrebbero diffondere moderne, efficienti e meno inquinanti stufe caldaie là dove si producono legno e biomasse di scarto dalle produzioni silvicole e agroalimentari.

Tabella: inquinamento da particolato (PM 10) prodotto da diversi sistemi di riscaldamento a parità di energia (GJ, ovvero milioni di joule).

Riscaldamento  Medio  Minimo  Massimo
 Stufa tradizionale  500  300  900
 Camino  500  300 (chiuso)  700
 Stufa moderna  150  50  250
 Stufa automatica (pellet o cippato)  50  30  100
 Metano  0,2  0,003  1
 Gasolio  5  0,5  50
 Olio combustibile  40  3  60

Attenti alla salute
I caminetti e tutte le stufe a carica manuale (quelle a legna) producono in genere una maggiore quantità di particolato sottile e catrame, molto dannosi per la salute, rispetto alle stufe e alle caldaie a pellet e a cippato, ad alimentazione automatica e caratterizzate da un rapporto stechiometrico (cioè un rapporto aria-combustibile) ottimizzato. In particolare, caminetti e stufe in cui la combustione entra in contatto con l'aria della casa, anche in presenza di un buon tiraggio, contribuiscono a diffondere nell'ambiente domestico inquinanti quali metalli pesanti e formaldeidi. La legna, infatti, soprattutto nella parte della corteccia, può contenere metalli pesanti derivanti dall'inquinamento atmosferico o del terreno e rilasciarli durante la combustione. La formaldeide, cancerogeno umano certo, (leggi qui) si sprigiona principalmente dalla combustione di colle e resine usate nella fabbricazione di lamellati e truciolari. E' pertanto assolutamente sconsigliato bruciare legno verniciato, trattato e truciolare, o ancor peggio qualsiasi altro scarto: oltre a danneggiare la vostra stufa o il vostro caminetto, li trasformereste in un pessimo inceneritore di rifiuti.

Detrazione 65%
La detrazione viene riconosciuta alle seguenti condizioni:

  • l'intervento deve:
    - essere relativo all’intero edificio e non alle singole unita? immobiliari che lo compongono;
    - sostituire totalmente l'impianto di climatizzazione;
    - assicurare che l'edificio raggiunga un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori dettati dal Dm 11 marzo 2008, allegato A.
     
  • la caldaia a biomasse deve:
    - avere un'efficienza energetica (rendimento utile nominale) conforme alla classe 3, secondo la norma europea UNI-EN 303-5;
    - rispettare i limiti di emissioni in atmosfera (allegato IX D. Lgs.152/06), oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti. Rivolgersi a un esperto;
    - utilizzare solo biomasse combustibili ammesse dalla legge (allegato X D.Lgs 152/06), sostanzialmente legno vergine;
    - inoltre per gli edifici esistenti ubicati nelle zone climatiche C, D, E ed F, il riconoscimento della detrazione è vincolato alla completa sostituzione di finestre e infissi dell’edificio con nuovi che rispettino i limiti massimi di trasmittanza previsti dalla normativa (D.M. 26/01/10)

Per usufruire della detrazione è necessario:

  • produrre l'asseverazione di un tecnico abilitato;
  • trasmettere per via telematica all'Enea (entro 90 giorni dalla fine dei lavori) l'attestato di qualificazione energetica e la scheda informativa dell'intervento;
  • inoltrare comunicazione telematica alla Agenzia delle Entrate se i lavori proseguono oltre il periodo d'imposta nel quale sono iniziati;
  • conservare la documentazione fiscale, la ricevuta dei bonifici bancari e la ricevuta di invio all'Enea


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