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C'è pellet e pellet

Fra i diversi combustibili legnosi, quello che sta prendendo più piede negli ultimi anni è il pellet. Ha un elevato potere calorifico, rispetto alla legna da ardere è più pratico da “stoccare” e inquina di meno (particolato). Ma attenzione, i vantaggi del pellet valgono solo per quello di qualità: perché diffidare delle imitazioni e cosa tenere d'occhio al momento dell'acquisto.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Prima di acquistare stufe e termocamini, valuta la frequenza dell'uso che ne farai e la possibilità di ammortizzarne la spesa. Solo risparmio.

2

Di pellet ce n'è di vari tipi. Acquista solo quello privo di residui chimici garantito da un sistema di controllo della qualità (Pellet Gold). Costo indicativo: 22-28 euro al quintale (se comprato in bancali). Meglio diffidare di prezzi troppo bassi.

Negli ultimi anni si è molto diffuso nel nostro paese. E' il pellet, un combustibile legnoso che si presenta sotto forma di piccoli cilindretti di legno della lunghezza di pochi centimetri, ottenuti attraverso la compressione meccanica della segatura. Benché sia più costoso della legna, diverse ragioni lo rendono più attraente: grazie alla pressatura, a parità di volume, ma non di peso, ha un potere calorifico circa doppio rispetto a quello del legno, è più facile da stoccare e, se usato correttamente, inquina di meno.

Pellet di qualità
Il pellet di qualità e' omogeneo nella natura delle materie prime, che devono essere ricavate da segatura di legno vergine con alto potere calorico e privo di additivi collanti. La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza necessità di aggiungere additivi e sostanze chimiche estranee. In tabella sono riassunte le caratteristiche da tenere d'occhio al momento dell'acquisto.

Tabella: caratteristiche del pellet

Caratteristica Importante perché
Il tasso di umidità massima Maggiore è l'umidità contenuta minore è il potere calorico. Non deve eccedere il 10%.
Ceneri Devono essere il meno possibile, per creare meno residuo fisso (inferiore almeno all'1%). Attenzione a questo dato, perché il pellet italiano, ottenuto da boschi di latifoglie, contiene una maggiore quantità di polveri rispetto a quello ottenuto da boschi di aghifoglie.
Presenza di metalli quali cadmio, piombo, mercurio, arsenico Si tratta di inquinanti pericolosi, presenti soprattutto sulla corteccia degli alberi per effetto del depositarsi dell'inquinamento atmosferico, o di trattamenti chimici nel caso di residui di potature di vigneti o frutteti.
Presenza di formaldeide (non è obbligatorio dichiararla) La formaldeide è un cancerogeno (leggi qui). Deriva da sostanze chimiche impiegate comunemente nell'industria del mobile.

Imitazioni, meglio diffidare
Sebbene all'apparenza simili, i migliori pellet sono quelli ottenuti con una pressatura meccanica (senza collanti) e da segatura esclusivamente di legno vergine. Difficilmente distinguibili ad occhio, troviamo poi in commercio pellet ottenuti pressando i residui del riciclo di rifiuti legnosi (anche mobili, pannelli truciolari) che possono contenere dosi anche molto elevate di sostanze chimiche trattanti e di collanti. La loro presenza è rischiosa non solo per la salute e l'ambiente, ma anche per la durata e la resa della stufa. I pellet ricavati con l'aggiunta di collanti, come nei casi in cui la granulometria e la natura delle materie prime sia eterogenea, possono danneggiare con il tempo le stufe dove vengono bruciati, a causa della tipologia e della quantità dei residui di combustione. Non è raro trovare in commercio anche del pellet contenenti mais, canna, miscanto, distinguibile talvolta dal colore non uniforme. Spesso riconoscere il pellet di qualità non è impresa da poco. Ci facilitano nell'operazione alcune aziende che marchiano il prodotto colorandolo. Un chiaro segnale che il pellet non è di qualità è la quantità di ceneri residue dalla combustione: se supera il 10% il pellet ha un basso potere calorifico, è di scarsa qualità e tra l'altro obbliga ad una pulizia molto più frequente della stufa.

Quanto mi costa
Il prezzo del pellet può variare molto. E' sempre sconsigliabile acquistare pellet che costi meno del prezzo medio di mercato: è probabile che tale prodotto sia di scarsa qualità e che abbia una basso potere calorico (quindi minor resa a parità di spesa). Sul piano strettamente economico, il pellet non dovrebbe costare molto più di 30 euro al quintale per essere competitivo con il gas metano, mentre risulta quasi sempre competitivo con il gasolio. Dopo aver subito forti oscillazioni dovute ai forti aumenti di vendite di stufe a pellet, il suo prezzo oggi sembra essersi stabilizzato attorno alle 200-230 euro a tonnellata se acquistato in bancali.

In Italia c'è il marchio Pellet Gold
Si consiglia sempre di impiegare pellet con certificazioni di qualità. Ne sono provvisti alcuni prodotti austriaci, che si fregiano dei marchi ProPellet o DinPlus, sottoposti a rigidi standard internazionali per garantire omogeneità del prodotto e sicurezza al consumatore. In Italia è presente il marchio PELLET GOLD, promosso da AIEL (Associazione Italiana Energia dal Legno), che si ispira alla norma UNI CEN/TS 14961 e che è anche l'unico a indicare la percentuale di formaldeide del prodotto e a prevedere controlli contro la radioattività.
Un netto miglioramento del mercato, comunque, è avvenuto con l'avvento del marchio EN plus, che fa riferimento ad uno specifico regolamento europeo e segue precisi standard che comprendono tra le altre cose, la certificazione di qualità dell'impianto di produzione, la tracciabilità dei legnami e di tutta la filiera e nei prossimi anni incorporerà anche la gestione sostenibile delle foreste di provenienza. I pellet domestici di EN plus possono essere di categoria A1 (la migliore, con ceneri inferiori allo 0,5%) o A2 (con ceneri fino all'1%). La categoria B, invece, è destinata al pellet di scarsa qualità da usare nelle centrali termiche.


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