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Abitare la casa
  1 aprile 2014

Mangio meglio, spreco meno

La maggior quantità di rifiuti alimentari nei paesi ad alto e medio reddito si produce nelle famiglie. In Italia, sono circa 11 kg all'anno per famiglia.

 

  Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Programma i menu e fai la lista della spesa sulla base di ciò di cui hai effettivamente bisgono.

2

Acquista alimenti sfusi e frutta e verdura di stagione.

3

Organizza il frigorifero in modo intelligente (davanti ciò che scade prima).

4

Impara a cucinare anche con gli avanzi.

5

Presta attenzione alla data di scadenza (anche quando acquisti).

Il problema

Il problema dei rifiuti alimentari e delle perdite di derrate alimentari è globale; la quantità ammonta, secondo una stima della FAO, a circa 1,3 miliardi di t/anno; le cause non sono uguali in tutto il mondo.

“Nei Paesi a basso reddito le cause sono legate a limiti finanziari, gestionali e tecnici nelle tecniche di coltivazione/raccolta, nelle capacità di stoccaggio e nella mancanza di impianti che garantiscano la catena del freddo in condizioni climatiche difficili, nelle infrastrutture e nei sistemi di imballaggio e di marketing”.

“Nei Paesi a reddito medio e alto le cause dello spreco sono da imputarsi prevalentemente al comportamento del consumatore e alla mancanza di coordinamento fra i differenti attori della catena di fornitura”.

In media, in Europa, il 42% dei rifiuti alimentari si genera nelle famiglie, ovvero lo generiamo noi con le nostre abitudini alimentari, in casa: sono 37,7 milioni di tonnellate pari a 78 milioni di t all'anno di CO2eq; il 14%, invece, si genera nella ristorazione (sia collettiva che commerciale).
Di quel 42% una parte sono scarti (bucce, scarti di verdure), molto invece è dato da scarti di piatti già cucinati o da cibi ancora confezionati (scaduti o non più desiderati).
Secondo una recente inchiesta, in Italia,  condotta per Last Minute Market, una famiglia sprecona arriva a spendere inutilmente 13 euro alla settimana, la più sobria 4,81euro; mediamente, invece, ogni famiglia, butta nella spazzatura 11 kg di alimenti e potrebbe risparmiare 7 € alla settimana. Il costo complessivo di questo spreco è 8,7 miliardi di euro. Almeno il 60% di ciò che buttiamo in spazzatura potrebbe essere evitato;  ecco quali sono gli alimenti che più facilmente fanno una brutta fine: frutta, verdura, formaggi, pane fresco.
 
Le principali cause di spreco sono essenzialmente due: acquisti sbagliati (o nelle porzioni, o per acquisti di impulso, o per una programmazione sbagliata) e/o troppo cibo cucinato.

Ma il problema non si esaurisce qui. I rifiuti prodotti dovranno essere gestiti e questo è un ulteriore costo sia ambientale che economico. Se nel proprio Comune è attivo il servizio di raccolta differenziata della frazione umida, il problema ambientale è parzialmente mitigato perchè quel rifiuto verrà recuperato o come compost o come energia. Se, invece, finisce in discarica allora sono guai: il rifiuto organico, fermentando, rilascia metano, un gas 23 volte più dannoso della CO2 per l'effetto serra.

Da casa al momento dell'acquisto e ritorno
Programmare i propri pasti può essere noioso, ma fa risparmiare tempo, denaro e risorse; è sufficiente la classica lista, carta e penna, ma per chi ha smartphone o tablet, ci sono applicazioni, anche in italiano, per appuntarsi di volta in volta le necessità (cosa mi serve, quanto mi serve); per ogni prodotto si può anche indicare il costo per unità d'acquisto (€ a confezione) o per unità di peso (per es.€/kg): in questo modo l'homo technologicus avrà anche l'indicazione di quanto spenderà.
Attenzione alle strategie di marketing dei supermercati, soprattutto a quelle che fanno di tutto per incentivare l'acquisto d'impulso o il maggior acquisto, attraverso le offerte speciali: surfare sulle offerte consente sicuramente di risparmiare, purchè non si acquisti abbagliati solo dalla apparente convenienza, ma si rifletta sulla effettiva necessità.
Al momento dell'acquisto verificare sempre la data di scadenza  
Acquistare prodotti sfusi consente di acquistare esattamente la quantità necessaria e desiderata, senza contare la minor produzione di rifiuti da imballaggio.
L'organizzazione del frigorifero e del freezer è una scienza esatta; se ci risulta  difficile avere il pieno controllo di quanto abbiamo immagazzinato,  è allora essenziale la rotazione degli alimenti: gli ultimi acquistati vanno collocati dietro a quelli che già risiedono, al fresco, sugli scaffali.
Gli avanzi sono buoni: molte delle ricette della tradizione italiana in origine sono nate dalla necessità di recuperare gli avanzi. Un esempio su tutti la torta di pane che ogni famiglia  faceva secondo una propria ricetta il cui ingrediente principale per tutte era il pane avanzato (proprio uno degli alimenti che oggi viene più sprecato!). Sono oramai numerosi i siti che declinano ricette a base di avanzi  www.nonsprecare.it, persino alcune aziende si sono impegnate nella pubblicazione di ricette anti-spreco.
Se avete sbagliato qualche acquisto c'è sempre la possibilità di regalare il surplus ai vicini di casa o, ancora una volta, se si è homo technologicus,  si può mettere a disposizione di altri attraverso il sito www.ifoodshare.org

 


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