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Abitare la casa
 

Liscia o gassata? Del rubinetto

Con 188 litri a testa ogni anno siamo i primi consumatori in Europa di acque minerali. Eppure, quella che esce dai nostri rubinetti è acqua buona e sicura, costa molto meno di quella in bottiglia, non produce rifiuti e arriva comodamente a casa. A berla, c'è solo da guadagnarne.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Bevi acqua di rubinetto e richiedila anche al ristorante e nei locali pubblici. Per una famiglia che riduca del 70% il consumo di acqua minerale in bottiglia: 200 euro all'anno risparmiate e 80 kg di CO2 in meno nell'ambiente.

2

Per eliminare il sapore di cloro dell'acqua di rubinetto, lasciala decantare una mezz'ora in una brocca prima di consumarla oppure falla riposare in frigorifero. Evita l'acquisto di dispositivi di "depurazione": possono peggiorare la qualità dell'acqua se non si sta attenti alla manutenzione o impoverirla del suo fondamentale contenuto salino.

3

Se sei un amante delle bollicine, ricorri all'uso di un gasatore, per addizionare anidride carbonica all'acqua di rubinetto. Costo indicativo: da 80 euro più il prezzo delle cartucce di ricarica dell'anidride carbonica.

4

Nelle occasioni in cui decidi di consumare acqua in bottiglia o se è il medico a prescrivertela, preferisci almeno quella imbottigliata nel vetro e possibilmente un marchio “regionale”. Tutta salute per l'ambiente.

Controllata
L'acqua del rubinetto viene sottoposta ogni anno a controlli continui e molteplici su centinaia di campioni e per poter essere considerata potabile deve obbligatoriamente rispettare oltre sessanta parametri di qualità chimica, fisica e batteriologica (Dlgs 31/2001). Le analisi spettano al gestore del servizio idrico, alle Asl e alle Agenzie Regionali di Protezione dell'Ambiente e avvengono con una frequenza che dipende dal volume di acqua distribuito, dalla lunghezza e dalla complessità dell'acquedotto. In ogni caso, sono di gran lunga più numerose dell'unico controllo annuale al quale sono obbligate le minerali (DM 29/12/2003).

Buona
È convinzione diffusa che l'acqua del rubinetto sia meno buona delle minerali. Molti lamentano che sappia di cloro, il disinfettante aggiunto nell'acqua per la sua potabilizzazione. Certamente sgradevole, è tuttavia semplice da eliminare: basta versare l'acqua del rubinetto in una caraffa e lasciarla decantare almeno mezz'ora prima di consumarla oppure, se ci piace fresca, farla raffreddare in frigorifero, perché il gusto di cloro non si percepisca più.
Attenzione a spendere denaro per impianti domestici di potabilizzazione: sono una soluzione costosa che presenta diverse controindicazioni. Se, infatti, siete collegati all'acquedotto comunale, non solo sono apparecchi inutili, perché sempre meno efficaci degli impianti di cui è dotato l'acquedotto, ma possono persino peggiorare la qualità dell'acqua da bere se non ci si ricorda di sostituire regolarmente i filtri o impoverirla del suo contenuto salino, addolcendola sotto il valore di durezza consigliato per legge (15°F). Si veda a questo proposito l'inchiesta del settimanale Il Salvagente (giugno 2011), che passa in rassegna i cinque metodi di "depurazione" più utilizzati.

Salutare
Un motivo di diffidenza verso l'acqua del Sindaco è legato alla sua durezza, dovuta alla presenza di sali solubili di calcio e di magnesio. Ma il fatto che l'acqua di casa sia dura può rappresentare un problema semmai per tubature e lavatrici, non per la nostra salute. Anzi, il calcio è un minerale indispensabile per le funzioni vitali dell'organismo, può prevenire alcune malattie a carico delle ossa e svolgere “un effetto protettivo nei confronti dell'insorgenza di malattie cardiovascolari” (Istituto superiore della sanità, marzo 2007).
Occorre anche sfatare il mito che l'acqua di casa sia troppo pesante, cioè carica di sali. Per legge quella che sgorga dai nostri rubinetti non può superare una quantità di sali minerali superiore ai 1500 mg per litro (residuo fisso). La quasi totalità delle acque distribuite dagli acquedotti sta però ampiamente sotto questa soglia ed è in genere oligominerale (salinità inferiore ai 500 mg per litro), quindi ideale per un consumo giornaliero. Diversamente, alcune minerali per il loro eccessivo contenuto salino (superiore ai 1500 mg per litro) sarebbero da bere solo sotto controllo medico.

Economica
Sul fronte dei costi non c'è partita: il prezzo della minerale oscilla tra i 20 e oltre i 50 centesimi al litro, cioè è dalle 200 alle 1000 volte più cara dell'acqua del rubinetto! Per una famiglia di tre persone che beva solo acqua in bottiglia la spesa è di circa 280 euro all'anno, cui andrebbero aggiunti i costi per lo smaltimento delle bottiglie (tassa rifiuti).

Amica dell'ambiente
L'impatto ambientale, in ogni fase del ciclo dell'acqua di rubinetto, è assolutamente ridotto. L'acqua che esce dai nostri rubinetti non ha bisogno di imballaggi e quindi evita l'uso del petrolio per fabbricare le bottiglie di plastica, arriva comodamente a casa senza percorrere un metro su strada a bordo di TIR inquinanti (l'85% dell'acqua minerale viaggia invece lungo le nostre autostrade per centinaia di chilometri con l'equivalente di 360 mila camion a pieno carico l'anno) e non produce rifiuti plastici, che finiscono per lo più in discarica o nell'inceneritore. Solo un terzo delle oltre 350 mila tonnellate di bottiglie di plastica utilizzate ogni anno viene differenziato e avviato al riciclaggio.
Lasciamo il consumo dell'acqua in bottiglia alle “occasioni” o se è il medico a prescrivercelo. E in questi casi, prestiamo un minimo di attenzione a marchio e imballaggio: meglio un'acqua imbottigliata nel vetro e possibilmente proveniente da fonti vicine casa.

Anche l'acqua di rubinetto ha la sua etichetta
Il cittadino oggi può facilmente tenersi informato sulla qualità dell'acqua erogata dall'acquedotto. I risultati delle analisi sono pubblici e si possono reperire facilmente sui siti Internet delle aziende locali. In alcuni casi, la società che gestisce il servizio idrico li comunica insieme alle bollette dell'acqua. Così fa Amiacque inviando ai suoi clienti a domicilio l'etichetta dell'acqua del rubinetto, disponibile anche sul suo sito www.amiacque.it. Un servizio analogo viene offerto anche da Metropolitana Milanese, la società che gestisce l'acquedotto nel Comune di Milano, che ha lanciato un portale, milanoblu.com, dove i cittadini possono controllare direttamente le analisi dell'acqua della propria via.
In ogni caso, per ogni dubbio, è sempre possibile telefonare alla Asl di zona e chiedere se l'acqua distribuita dalla rete idrica è potabile.

Buone pratiche da copiare
Far tornare i cittadini a bere dal rubinetto è oggi un impegno che vede molti Comuni coinvolti in prima linea. Nelle scuole di alcune città italiane si torna a distribuire acqua di rubinetto nelle mense e nei distributori automatici. Altre città hanno tracciato la mappa delle fontanelle pubbliche per i turisti e per i cittadini. Nella Provincia di Milano e ora anche nel capoluogo meneghino si vanno diffondendo le Case dell'acqua, luoghi d'incontro pubblico dove dissetarsi o fare la scorta d'acqua settimanale con le bottiglie o le borracce portate da casa. Si può scegliere tra acqua liscia o frizzante, a temperatura ambiente o refrigerata. Il tutto, a costo zero.


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