LO SAPEVI CHE


Abitare la casa
 

La giungla dei prodotti per lavare

Come scegliere un detersivo? In quali quantità usarlo? Da cosa si riconosce un prodotto ecologico per lavare? Nell'epoca dell'igiene e della pulizia ad ogni costo, fare il bucato è spesso una vera e propria guerra chimica in formato ridotto. Quel che occorre sapere per difendere la nostra salute e quella dell'ambiente.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Riduci le tipologie di detersivi e dosa con attenzione le quantità in base al grado di durezza dell'acqua della tua zona. Risparmio e minor inquinamento.

2

Se possiedi una lavatrice moderna (meno di dieci anni di vita) e lavi generalmente a 40° o meno, preferisci i detersivi liquidi: si sciolgono anche a basse temperature e si risciacquano meglio. Tutta salute.

3

Controlla sempre l'etichetta, la scheda del prodotto su Internet, scegli consapevolmente prodotti ecologici certificati (Ecolabel europeo). Più faticoso e costoso, ma utile all'ambiente.

Igiene e pulizia ad ogni costo: quasi un diktat, anche se spesso a farne le spese sono le acque dei fiumi e del mare e i loro abitanti. Ma ciò che può fare male ai pesci e alla flora acquatica può essere nocivo anche per noi. Ogni giorno utilizziamo in cucina e in bagno decine di preparati chimici contenuti nei saponi, nei detersivi e nei detergenti: cerchiamo di conoscerli meglio per usarli e difendere la nostra salute e quella dell'ambiente.

Detergenti, l'ABC
Per detergente s'intende una sostanza che, mischiata con l'acqua, facilita la rimozione della sporcizia dal corpo da lavare, diminuendo le forze che tengono unito lo “sporco” e aumentando invece le forze di attrazione tra lo “sporco” e il bagno di lavaggio. I detersivi sono in genere composti:

  • sino all'80% dalla carica: nei detersivi liquidi la "carica" è l'acqua, mentre nei prodotti in polvere è il solfato di sodio;
  • per circa il 10% da sostanze attive o tensioattivi in grado di togliere lo sporco. I tensioattivi presenti nei detersivi convenzionali sono per lo più provenienti dal petrolio, difficilmente biodegradabili e dannosi per la flora e la fauna acquatica perché aumentano la capacità di penetrazione delle sostanze chimiche all'interno degli organismi;
  • per il restante 10% dai così detti coadiuvanti e additivi che rendono il lavaggio più efficace facilitando l'azione dei tensioattivi: enzimi, fosfati (nei detersivi per stoviglie) o fosfonati, igienizzanti e disinfettanti, profumi sintetici, coloranti, percarbonati, azzurranti o sbiancanti.

Uso e abuso
Ognuno di noi consuma annualmente oltre 25 chili di prodotti per lavare in genere. La gran parte, 12/13 chili, solo per fare il bucato: primi in Europa e nel mondo, contro gli 8 chili degli austriaci e i 4 degli scandinavi. E' vero che in questi paesi sono più diffusi i prodotti concentrati (cioè con meno acqua o carica), ma non c'è confronto, siamo noi i principali divoratori di detergenti. Nelle case italiane si trovano normalmente una ventina di diversi prodotti per lavare, in quelle europee la metà.

I detergenti di oggi
In Italia si vanno diffondendo sempre più i flaconi e gli imballi in plastica al posto degli ingombranti “fustini” di una volta, in Francia e nel centro Europa, al contrario, vanno i prodotti concentrati in imballaggi di cartone riciclato e più facilmente riciclabili. Una evoluzione favorita dal declino dei prodotti in polvere (10 anni fa costituivano l'85% dei detersivi per bucato, oggi il 55%) e dall'incremento di quelli liquidi. Risultato: nei nostri scarichi ci sono decine di migliaia di tonnellate in meno di zeoliti (poco solubili), ma sono aumentati i tensioattivi (i prodotti liquidi ne contengono circa il doppio), come dodecilbenzensolfonato, più aggressivi nei confronti della vita dei nostri fiumi.
Non tutti i cambiamenti, però, vengono per nuocere: oggi laviamo all'85% biancheria e vestiti già puliti, cioè solo ingrigiti e con odori corporei. Le multinazionali del lavaggio se ne sono accorte e hanno cambiato pubblicità (insistono meno sul bianco, ci ossessionano con i colori e i delicati) e prodotti: i detersivi di oggi, prevalentemente liquidi, hanno meno sostanze abrasive, contengono meno sbiancanti ottici e agiscono a temperature più basse. Hanno un “potere lavante” inferiore: fanno più fatica a togliere le macchie e a sbiancare il bucato. La soluzione, però, non è mai quella di aumentare le dosi.

Attenti alle quantità
Le lavatrici moderne più efficienti (classi A e AA) consumano molta meno acqua (anche 2 volte e mezza meno) e fanno sempre più fatica a risciacquare: quindi più detersivo si aggiunge, più ne rimane dopo sul bucato. Il consiglio è quindi di ridurre del 25% circa le dosi consigliate sulle etichette e, per chi usa una moderna lavatrice “risparmiosa”, di dimezzare il detersivo e di pretrattare le macchie depositando un po' di sapone bagnato. Sempre a proposito di dosaggi, questi devono essere rapportati al grado di durezza dell'acqua (leggi qui).
Diminuire i detersivi scaricati in fogna serve anche quando il proprio Comune è dotato di efficienti depuratori (cosa che oggi succede in tre casi su quattro): infatti i depuratori non neutralizzano tutti gli agenti tossici e non sempre funzionano a dovere. Inoltre, l'uso spesso sconsiderato o il semplice contatto con la pelle dei detersivi convenzionali e di sostanze sintetiche in genere possono provocare reazioni allergiche e addirittura serie dermatiti.
Non dimentichiamo che i detersivi biologici concentrati vanno utilizzati in maniera altrettanto corretta: trattandosi di detersivi puri, non riempiti cioè di sostanze inerti che facciano volume, vanno usati veramente in quantità minime, rispetto al chimico.

Saper leggere l'etichetta
I cosiddetti detersivi ecologici, ormai in vendita anche in molti supermercati, funzionano? Si tratta in genere di prodotti attenti alla biodegradabilità degli ingredienti utilizzati (spesso di origine naturale) e al facile riciclo degli imballaggi. Eppure, il grado di biodegradabilità sulla componente dei tensioattivi (10% in peso sulla composizione totale, il doppio se concentrato) non basta. Consigliamo di leggere bene l'etichetta, prestando attenzione alla composizione:

  • Tensioattivi. Meglio quelli di origine vegetale anziché sintetici.
  • Durezza dell'acqua. Per limitare l'uso del prodotto quando l'acqua è dura, i detergenti migliori non usano fosfati, EDTA (etilendiaminotetraacetico) o NTA (acido nitrolotriacetico), ma citrati, silicati oppure alcuni tipi di argille.
  • Profumi. Meglio se assenti. Al posto di profumi sintetici (spesso allergenici), meglio quelli naturali ma, anche per questi, controllare se sull'etichetta vengono riportati gli allergeni cui si è sensibili.
  • Sbiancanti. Gli sbiancanti ottici o azzurranti sono inutili e molto inquinanti. Il bianco può essere assicurato dal percarbonato di sodio, un ottimo sbiancante ecologicamente compatibile.
  • Additivi (fosfonati e perborati). Sono sostanze di origine petrolifera (anche se alla lontana) e la loro biodegradabilità non supera il 40%. Parecchie prove dimostrano però che vengano degradate dalla luce del sole. Sul mercato, fino ad oggi, sono il meno peggio che si possa trovare.
  • Ammorbidenti. Comunque nocivi e inutili per lavare. Un po' di aceto o acido citrico, con la loro azione anti-calcare, contribuiscono ad ammorbidire i tessuti.
  • Imballi. Meglio se ridotti. Privilegiare i prodotti il cui imballaggio, è costruito in cartone, purché poi venga riciclato.

L'etichetta deve riportare tutte le informazioni necessarie: denominazione del prodotto, gli estremi del fabbricante, il grado di biodegradabilità, le istruzioni d'uso, la tipologia delle sostanze contenute in concentrazione superiore allo 0,2% e l’indirizzo Internet dove reperire la lista dei componenti, comprese le sostanze presenti in quantità inferiore.

Detersivi con la Margherita
L'Ecolabel è il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale e prestazionale, tenendo conto dell'intero ciclo di vita (dalla produzione allo scarto finale). Viene rilasciato solo a quei prodotti che hanno dimostrato di saper lavare meglio della media: in genere, se costano di più, valgono anche di più.


NESSUN COMMENTO


LASCIA UN COMMENTO

Per lasciare un commento è necessario autenticarsi.
Se non ti sei ancora registrato, clicca qui.


    Licenza Creative Commons. I contenuti di questo sito sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia