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Abitare la casa
 

Fare il bucato

Giorno di bucato? Organizziamoci per farlo al meglio, risparmiando tempo, fatica ed evitando consumi esagerati. Da come selezionare i capi da lavare a come dosare il detersivo in base allo sporco e alla durezza dell'acqua della propria zona fino all'”arte” dello stendere bene i nostri panni.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Organizza il bucato da lavare, suddividendo i capi per colore e tessuto: ne allungherai la vita evitando anche consumi inutili. Solo vantaggi.

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Lava a bassa temperatura (massimo 60°), pretrattando le macchie con sapone e limitando l'uso dei detersivi in base allo sporco e al grado di durezza dell'acqua della tua zona. Con le moderne lavatrici a risparmio energetico si possono ridurre i dosaggi. Tutta salute per sé e per l'ambiente.

3

Appena puoi, evita l'utilizzo dell'asciugatrice e stendi all'aperto o in locali areati. Se stendi bene, puoi limitare l'uso del ferro da stiro. Si risparmia sino a 75 euro all'anno di elettricità.

Il bucato, nell'era della lavatrice, dei mille detersivi e dei tessuti moderni è molto meno faticoso e dispendioso di una volta. Ma se si vuole evitare inconvenienti per sé (irritazioni, allergie), per i vestiti e per l'ambiente, ci si deve comunque organizzare. Spesso è più importante seguire un buon metodo che trasformarci in “piccoli chimici”: chi abusa nei detersivi e negli additivi, lava male e inquina.

Prima di lavare
La biancheria sporca va suddivisa in base al tessuto e al colore, per essere lavata in modo differente:

  • cotone e lino dai colori resistenti alle alte temperature, anche molto sporchi, vanno in lavatrice con acqua a 60 gradi e la giusta dose di detersivo;
  • lenzuola e colorati delicati chiari, colori delicati scuri, biancheria intima, in genere biancheria poco sporca, con acqua tiepida a 30-40 gradi;
  • lana, delicati e sintetici, con i programmi specifici (leggere istruzioni della lavatrice);
  • i capi che portano la dicitura “lavare a mano”, indumenti con strass, paillette o ricami, tessuti delicati in seta, angora, cachemire, vanno lavati a mano (o in alternativa in tintoria);
  • possono essere lavati a mano anche i supercolorati che tendono a stingere e i molto sporchi che la lavatrice ha difficoltà a pulire.

Tintorie o lavanderie
Sono spesso (e soprattutto sono state in passato) tra le imprese più inquinanti presenti nelle città: c'è chi sconsiglia l'acquisto di abiti che ci costringano a farne ricorso. C'è invece chi ritiene che una procedura di lavaggio industriale, quando necessaria, sia più attenta all'ambiente e al risparmio di energia di quanto si possa fare a casa propria. Come al solito, a nostro parere, si tratta di usare il buon senso.

Per la lavatrice
Il segreto per far lavorare al meglio la nostra lavatrice è preparare bene il carico (è sempre meglio lavare a carico quasi completo, il tasto economizzatore riduce i consumi del 20%, non della metà) e ricordarsi sempre di svuotare le tasche, rovesciare i capi, chiudere le zip, slacciare i bottoni, evitare di piegare o arrotolare i panni e, se possibile, di mescolare nello stesso carico biancheria molto grande o molto piccola. Il prelavaggio è quasi sempre da evitare. Con i nuovi detersivi e le moderne lavatrici a risparmio energetico, sono importanti i pretrattamenti sulle macchie: basta insaponare prima colli e polsini, così come le macchie di cibo sulla tovaglia.

Detersivi per lavatrice
Non superare mai le dosi consigliate (leggi qui). Con le nuove lavatrici a risparmio di energia e di acqua, quando la biancheria è poco sporca, si può senza timore ridurre tra il 25 e il 50% la quantità di detersivo. Le nuove lavatrici a risparmio d'acqua sono talmente efficaci e parsimoniose che, se si esagera con il detersivo, non riescono ad effettuare un risciacquo efficace: è tale il residuo di detersivo che quando poi piove o ci si bagna il capo schiuma! Per evitare allergie, gli esperti consigliano di usare prodotti sicuri per il lavaggio degli indumenti intimi o dei bambini. Se non vi fidate del vostro detersivo, piuttosto, effettuate due volte il risciacquo e la prossima volta sostituitelo: consumare più acqua, non è la soluzione.
Sempre a proposito di dosaggi, ricordiamo che devono essere rapportati al grado di durezza (ovvero al contenuto salino) dell'acqua dell'acquedotto del vostro Comune, secondo le proporzioni indicate sulle istruzioni. Come fare a conoscere questo dato? Lo si trova scritto sulla bolletta dell'acqua, oppure può essere richiesto al proprio Comune o, infine, reperito sul sito Internet dell'associazione delle imprese produttrici di detersivi (Assocasa).

Bucato a mano
Usate un detersivo creato a questo scopo e non abusate mai in quantità. Per pochi indumenti delicati meglio impiegare una bacinella e ricordare che l'ammollo deve essere breve e fatto in acqua fredda. Evitate di strofinare o strizzare i capi e ricordate che i risciacqui devono invece essere abbondanti e numerosi per eliminare ogni residuo di detersivo. Per mantenere morbida la seta, all'ultimo risciacquo aggiungete limone, oppure sale o un po' di aceto. I capi in lana, che proprio non possono essere messi in lavatrice, vanno rivoltati prima di venire lavati e, per strizzarli, stesi tra due asciugamani e arrotolati delicatamente, facendo uscire l'acqua in accesso. Un cucchiaio di aceto o bicarbonato nell'ultimo risciacquo aiuta a far scivolare via la schiuma e rende la lana morbida ravvivandone i colori. Se la lana è infeltrita, immergete il capo per un giorno intero in acqua fredda con un cucchiaio di ammoniaca per litro.

Asciugatura
I capi bianchi, se le condizioni del tempo lo permettono, possono essere stesi all'aperto e al sole, mentre per quelli scuri, delicati o con colori vivaci, è preferibile un'asciugatura lenta e all'ombra, che conserva i colori e la consistenza del tessuto. L'asciugatura all'aria aperta, o in un locale areato, è preferibile a quella delle asciugatrici, non solo per il rilevante risparmio di energia (circa 500 Kwh all'anno, 90 euro all'anno per una famiglia di 4 persone), ma anche per la consistenza dei tessuti, perché l'aria tende a “gonfiarne” le fibre.
Se proprio si vuole ricorrere all'aiuto di un elettrodomestico, suggeriamo un semplice ed economico ventilatore. Un capo ben steso è stirato a metà, asciuga più in fretta e non forma pieghe. Appendere gli indumenti dalla parte più pesante o voluminosa (i pantaloni dalla vita ad esempio) fa in modo che l'acqua scenda verso il basso. Non mettere le mollette nei punti troppo visibili evita segni difficili da togliere nella stiratura. Non accostare capi bianchi e colorati vicini evita di macchiarli. Stendere i maglioni di lana in orizzontale fa in modo che non si deformino allungandosi.

Stiratura
I capi vanno ritirati asciutti se devono essere riposti direttamente in armadio, leggermente umidi se invece devono essere stirati. La stiratura andrebbe preferibilmente effettuata nella stessa giornata, dopo averli piegati al riparo dalla polvere senza pressarli troppo. Solo i capi per cui valga la pena andrebbero stirati: lenzuola, asciugamani, biancheria si possono piegare e distendere in modo da eliminare pieghe poco estetiche. Magliette tipo polo si possono appendere su una gruccia.


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