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Bambini e pannolini. Monouso a confronto.

Monouso tradizionali, monouso con possibilità di riciclo e compostabili. A confronto pregi e punti critici delle principali alternative di pannolini usa e getta tra cui i genitori possono scegliere.

Consiglio Difficoltà Convenienza
1

Non abusare del pannolino. Prima lo si toglie, meglio è. Solo vantaggi. Per il benessere del bambino, per l'ambiente, per il portafoglio.

2

Se utilizzi pannolini monouso, non dimenticare di cambiarli frequentemente, senza aspettare che il pannolino sia sporco. Indispensabile, per prevenire arrossamenti e irritazioni cutanee.

3

Se opti per pannolini monouso biodegradabili, verifica che abbiano ottenuto la certificazione di compostabilità e gettali nell'apposito secchio per i rifiuti organici, se approvato dal tuo Comune. Costo indicativo: dai 3 ai 5 euro in più rispetto a una confezione standard di pannolini usa e getta tradizionali.

Alcuni Comuni riconoscono un contributo per l'acquisto di pannolini monouso biodegradabili. Per ricevere informazioni, contattare l'Ufficio Ecologia del proprio Comune di appartenenza.

Monouso tradizionali
Ogni giorno soltanto in Italia per mantenere all'asciutto i nostri figli si consumano ben 6 milioni di pannolini usa e getta, che in un anno significano 2,2 miliardi di pezzi. La domanda europea annuale raggiunge i 24 miliardi per coprire le esigenze di un piccolo esercito di circa 16 milioni di creature (fonte: Edana).
Da solo ogni bambino nei primi tre anni di vita ne consuma 5.000 che, se si considera solo il pannolino pulito (senza escrementi), equivalgono a circa 300 kg di rifiuti, composti perlopiù di materiali derivati dal petrolio e attualmente smaltiti in larga parte in discarica, dove impiegano fino a 500 anni a degradarsi.

Monouso con riciclo
A fronte delle imponenti quantità di rifiuto generate dai pannolini per bambini, e più in generale dai prodotti assorbenti per la persona, si stanno oggi conducendo delle sperimentazioni per ridurre l'impatto ambientale del fine vita dei monouso tradizionali.
A partire da settembre 2012 dovrebbe entrare in attività il primo sistema sperimentale italiano di raccolta e riciclo dei pannolini usati realizzato grazie alla partnership di Fater, Comune di Ponte nelle Alpi (BL) e Centro Riciclo Vedelago (TV).
Il processo, che agisce tramite vapore a pressione, senza l'utilizzo di agenti chimici, prevede la sterilizzazione dei pannolini usati e la separazione meccanica della cellulosa dalla plastica, che potranno essere così riutilizzate per la realizzazione di manufatti vari, tra cui cartoni e arredi urbani.
Secondo l'Istituto di ricerche Ambiente Italia che ha analizzato il ciclo di vita del progetto, tutto il sistema è carbon negative: le emissioni di CO2 evitate dai processi di riciclo (sia dalla produzione di materie plastiche che dalla produzione di cartone) risultano superiori a quelle generate dalla fase di raccolta e dai processi di separazione e trattamento.

Monouso compostabili
Pratici come i monouso tradizionali, rispetto a questi i compostabili sono realizzati per circa l'80% da materie prime biodegradabili di origine vegetale (mantengono comunque un 20% di plastiche di origine fossile) e una volta usati possono essere assimilati alla frazione organica, quindi tornare al terreno sotto forma di ammendante utilizzabile come possibile sostituto di fertilizzanti chimici, dopo il trattamento negli impianti di compostaggio.
Il vantaggio ambientale è anche economico: la riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica consente infatti un risparmio anche sui costi di smaltimento per gli enti locali (da 200 a 80 euro a tonnellata), con possibili vantaggi anche per le famiglie laddove è realizzata la raccolta differenziata a peso.
Teniamo presente che non tutti i monouso biodegradabili in commercio rispettano i requisiti di compostabilità definiti dalla norma europea EN 13432. Attualmente, gli unici ad aver ricevuto la certificazione di compostabilità, e quindi a poter essere trattati come rifiuti organici, sono i pannolini della EcoWip ottenuti grazie all'impiego anche di polimeri naturali derivati da risorse rinnovabili, soprattutto zuccheri complessi ricavati dalla fermentazione di amido vegetale, e di altri materiali naturali come fibre derivati dalla gestione agricola o forestale di tipo biologico e con criteri di sostenibilità certificata.
logo CICMalgrado la certificazione di compostabilità, riconoscibile dal logo CIC (Consorzio Italiano Compostatori) riportato sulla confezione, è sempre consigliabile informarsi presso l'azienda di smaltimento del proprio comune sulle modalità di conferimento dei pannolini compostabili. In mancanza di una normativa in merito e nonostante l'assenza di controindicazioni, sono ancora le aziende che gestiscono gli impianti di compostaggio che decidono se accettare i pannolini nella frazione organica.


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