Lavatrici sempre più efficienti
Quindici anni di etichetta energetica hanno rivoluzionato il mercato. Fino ad oggi l’etichetta classificava le lavatrici in classi di consumo che andavano dalla A alla G, dove la A costituiva la classe più efficiente e la G la meno performante. Oggi la classe A è diventata lo standard minimo.
Per riflettere questo progresso tecnologico e dare al consumatore l'opportunità di orientarsi verso prodotti con prestazioni più elevate, una nuova etichetta sostituirà entro il 20 dicembre 2011 quella attuale arricchita di tre nuove classi energetiche: A+, A++ e A+++.
Non si tratta di sottigliezze: una lavatrice di classe energetica massima (A+++) consente una riduzione dei consumi elettrici del 30% rispetto ad una analoga di classe A e del 60% rispetto a una di classe C, pari a un risparmio di circa 40 euro l'anno. Niente male, se moltiplicato per i 10 anni di vita dell'apparecchio.
La nuova etichetta, identica per tutti i 27 paesi dell'Unione Europea, indicherà inoltre:
- la capacità di carico in chili (biancheria asciutta);
- il consumo di energia (e acqua) annuo e non più per ciclo di lavaggio. Il giudizio sui consumi, inoltre, sarà calcolato sulla base di due programmi (a 40°C e a 60°C) e non più di uno solo;
- l'efficacia di asciugatura, con una scala come quella attuale, dalla A alla G. Se si fa uso di un'asciugatrice elettrica, questa è una caratteristica da non sottovalutare: più asciutto sarà il bucato, infatti, minori saranno i tempi di utilizzo dell'asciugatrice, con evidente risparmio di elettricità;
- le emissioni sonore, sia durante il normale funzionamento che durante la fase di centrifuga.
Scompare dalla nuova etichetta l'efficacia di lavaggio. La nuova legislazione europa impone infatti che tutte le nuove lavatrici con carico nominale superiore a 3 kg debbano necessariamente avere una qualità di lavaggio in classe A.
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Sui consumi giocano carico e programma
Non bisogna dimenticare quando si acquista una lavatrice che i consumi dichiarati in etichetta sono frutto di misurazioni di laboratorio, eseguite in condizioni precise e costanti. I valori reali dipendono dal modo in cui l’apparecchio viene usato.
Risparmi consistenti vengono prima di tutto raggiunti lavando a pieno carico e diminuendo le temperature. Un ciclo a 90° consuma mediamente 1500 Wh (e costa 25 centesimi di euro) mentre un ciclo 40° consuma 460 Wh per 7 centesimi di euro. Ogni ciclo a 90° ingiustificato ci fa buttare più di 18 centesimi. Inoltre ripetuti cicli di lavaggio ad alta temperatura deteriorano in fretta la biancheria.
Modificando le temperature di utilizzo è facile diminuire i propri consumi fino al 50%, senza rinunciare ad un buon bucato. Gli attuali detersivi in commercio sono formulati per agire già a basse temperature.
Doppio ingresso per risparmiare
L'80% dell'elettricità consumata da una lavatrice viene utilizzata per scaldare l'acqua alla temperatura del ciclo di lavaggio. A parità di prestazioni, i consumi elettrici possono essere più che dimezzati con il doppio rubinetto dell'acqua, che consente di alimentare la lavatrice con acqua già riscaldata da una caldaia a gas metano o, ancor meglio, da pannelli solari (attraverso un miscelatore), eliminando così la fase di riscaldamento elettrico che, oltre a farci consumare, allunga anche i tempi di lavaggio.
Due, però, le difficoltà in Italia ad una simile soluzione: 1) le abitazioni non sono predisposte con il rubinetto dell'acqua calda e per aggiungerlo sono necessari costosi lavori di muratura; 2) esistono e si costruiscono da sempre lavatrici che hanno il doppio ingresso dell’alimentazione idrica, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda, ma sul mercato italiano sono commercalizzate con una entrata sola.
Chi volesse acquistare una lavatrice con doppio attacco deve accontentarsi di scegliere ancora tra pochi modelli in vendita in Italia (l'elenco periodicamente aggiornato sul blog www.unmondodifferente.com). Non tutti, inoltre, sono facili da reperire in negozio e per alcuni prepariamoci a spendere cifre anche considerevoli.
In alternativa, chi vuole risparmiare sulla bolletta elettrica ma non può cambiare l'elettrodomestico può ottenere gli stessi risultati con poca spesa collegando la lavatrice di casa all'impianto d'acqua fredda e calda dei sanitari attraverso uno speciale dispositivo elettronico che permette di regolare automaticamente l'afflusso in modo da erogare l'acqua alla temperatura prevista dal lavaggio. In questo modo, una normale lavatrice funzionerà a tutti gli effetti come una lavatrice a doppio ingresso. In Italia questo dispositivo viene prodotto dalla Save.El.En.
Acquisto condiviso
E' la soluzione più coraggiosa: se si raggiunge l'accordo di un numero sufficiente di condomini, si possono installare una o più lavatrici condominiali, più robuste, economiche e funzionali, acquistando inoltre altre apparecchiature di servizio, come addolcitori per l'acqua, che consentono di evitare di inquinare con prodotti anti-calcare.





