Le care vecchie lampadine a incandescenza hanno i mesi contati. Dal 1° settembre 2012, infatti, le ultime rimaste in circolazione (con potenza da 25 a 40 watt) saranno ritirate dal mercato. Stessa sorte, entro il settembre 2016, anche per le colleghe alogene a bassa efficienza (che non raggiungano almeno la classe C). Motivo: l'elevato consumo di energia rispetto all'effettivo rendimento.
Circa il 95% dell'energia elettrica che consumano viene trasformata in calore e solo il 5% in luce visibile.
Saranno presto sostituite dalle più efficienti fluorescenti compatte (CFL) e, in un prossimo futuro, dalle lampade a LED.
Lampadine a risparmio energetico
Costano più delle vecchie lampadine, ma durano dalle 5 alle 10 volte di più e consumano fino all'80% di energia in meno.
In tabella sono messi a confronto due tipi di lampadine che emettono la stessa quantità di luce: una lampadina a incandescenza da 60 watt e una a fluorescenza di classe A da 15 watt, che restano accese 3 ore al giorno (circa mille ore all'anno).
Il risparmio che si ottiene con una sola lampadina CFL di classe A raggiunge circa 90 euro nella sua durata di vita di dieci anni.
Tabella: Confronto tra una lampadina tradizionale (60 watt) e una di classe A (15 watt, garantita 10 mila ore), capaci di erogare la stessa quantità di luce, che stanno accese mediamente 3 ore al giorno per tutto l'anno.
| VOCI DI COSTO |
LAMPADINA A INCANDESCENZA |
LAMPADINA A FLUORESCENZA CLASSE A |
RISPARMIO |
| Singolo acquisto | 0,6 euro | 6 euro | - 5,40 euro |
| Acquisti in 10 anni | 6 euro | 6 euro | 0 euro |
| Elettricità 1 anno | 12 euro | 3 euro | 9 euro |
| Elettricità 10 anni | 120 euro | 30 euro | 90 euro |
| Costo totale 10 anni | 126 euro | 36 euro | 90 euro |
Come scegliere la lampadina "giusta"
Le nuove norme europee impongono di indicare una serie di informazioni precise sull'etichetta e sull'imballaggio delle lampadine per aiutare il consumatore nella scelta. Ecco quali sono le principali da tenere d'occhio, per fare l'acquisto più conveniente e adatto alle proprie esigenze.
Efficienza energetica. Anche se le lampadine più sprecone saranno gradualmente ritirate dal commercio, vale sempre la pena controllare sull'etichetta energetica l'efficienza di una lampadina. Quelle di classe A garantiscono i maggiori risparmi (fino all'80% rispetto alle lampade tradizionali) e sono le uniche a potersi fregiare della dizione “a risparmio energetico” sull'imballaggio.
Quantità di luce. Abituiamoci a confrontare le lampadine non più in base alla potenza di cui hanno bisogno (watt) ma in base ai lumen, che determinano il flusso luminoso, parametro di riferimento per capire quanta luce fanno davvero. A parità di watt, infatti, non è detto che due lampadine producano la stessa quantità di luce.
Ad esempio, una lampadina a incandescenza da 40W produce un flusso luminoso di 420 lumen, che equivale a quello emesso da una lampadina a risparmio energetico di appena 8-9W.
Durata. Oltre al numero di watt e ai lumen emessi, l'etichetta energetica deve contenere anche il numero di ore di funzionamento. Una lampadina ad incandescenza ne dura circa mille o poco più, una alogena circa 2 mila, quelle fluorescenti da 8 a 10 mila ore, qualcuna fino a 12-15 mila.
Nei luoghi dove la lampadina rimane accesa alcune ore al giorno, vale la pena privilegiare quelle che garantiscono una vita di almeno 10 mila ore.
Tonalità. Mentre le lampade a incandescenza possono essere solo di colore bianco caldo, le lampadine fluorescenti compatte sono disponibili in diverse temperature di colore, espresse in gradi kelvin (K) e indicate sulla confezione con un numero. Più questo numero è basso, più il colore è caldo. Una temperatura di colore da 2.700 kelvin (luce bianco calda) è ideale per riposarsi, mentre per lavorare è da preferire una luce più fredda (più di 4.000K).
Indice di resa cromatica (Ra o IRC). E' il grado in cui i colori - percepiti con l’illuminazione artificiale - si avvicinano a quelli reali. L’indice è compreso tra 0 e 100: più è elevato il numero, più fedele è il colore.
Indici inferiori a 85 sono sconsigliati in spazi interni in cui si lavora o si passa molto tempo, come scuole e uffici, per i disagi sulle persone che genera una luce che falsa i colori.
Tempi di avvio. Le lampadine fluorescenti standard possono metterci un po' più di tempo per accendersi e arrivare al massimo della luminosità. Le nuove norme europee impongono però dei requisiti minimi: non più di 2 secondi per accendersi e fino a 60 secondi per raggiungere il 60% dell'emissione. Esistono comunque anche lampadine di tipo speciale che hanno tempi di avvio equiparabili a quelle delle lampadine tradizionali.
Resistenza alle accensioni. L'accensione e lo spegnimento frequenti possono accorciare la vita di alcune lampadine fluorescenti compatte. Controlliamo sempre sull'imballaggio il numero di accensioni che possono sopportare prima di guastarsi. In ambienti di passaggio, come bagni e corridoi dove si entra e si esce spesso, vale la pena optare per quelle più resistenti. In commercio se ne trovano alcune che possono sopportare fino a un milione di accensioni.
Altre informazioni utili da verificare sulla confezione prima di procedere all'acquisto sono: la capacità di funzionare con dimmer, se avete interruttori con varialuce (non tutte le fluorescenti compatte vanno bene), la resistenza alle basse temperature, da controllare per gli utilizzi in esterni, la quantità di mercurio contenuta all'interno e, ovviamente, le dimensioni della lampadina. Difficile ormai non trovare quella che si adatti alla lampada di casa.
Dove e come smaltire le lampadine fluorescenti compatte
Per fare la raccolta differenziata delle lampade fluorescenti esauste serve un po’ di impegno in più rispetto ai normali rifiuti come carta, alluminio, vetro. Una volta giunte a fine vita, devono essere gestite come tutti i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), diversamente dalle vecchie lampadine a incandescenza che invece vanno gettate nell'indifferenziato.
Questo perché le fluorescenti contengono mercurio, una sostanza inquinante per l’ambiente e tossica per l’uomo. Una CFL ne contiene da 1 a 5 milligrammi: è una quantità grande come un puntino di inchiostro (nulla a che vedere con i 500 milligrammi dei vecchi termometri!), ma può creare danni all'ecosistema se la nostra lampadina viene abbandonata o non correttamente smaltita.
Come per gli altri RAEE, il cittadino può consegnare la vecchia lampada a risparmio energetico al negoziante in cambio dell'acquisto di una nuova (il rapporto è di uno contro uno, il ritiro gratuito) oppure conferirla presso l'isola ecologica del proprio Comune, dove si trovano gli appositi contenitori. Da un corretto recupero si possono riciclare il 95% dei materiali che la compongono (fonte: Ecolamp).





