"Se tutte le famiglie italiane che oggi lavano e asciugano a mano le stoviglie passassero alla lavastoviglie, risparmierebbero annualmente più del fabbisogno di acqua di una città come Milano e quasi un miliardo di kWh e disporrebbero di 23 giorni di vacanza in più”. Questa è l'offensiva lanciata alcuni anni fa da i maggiori marchi di produttori di lavastoviglie (Zanussi, Rex, Indesit, Hoover, Candy) e dalla multinazionale Reckitt Benckiser, il leader italiano dei detersivi per lavastoviglie con Finish.
Perché questa offensiva? E c'è del vero in quanto sostengono gli interessati?
Quanto consuma
In questi ultimi vent'anni la tecnica ha fatto passi da gigante e oggi le moderne lavastoviglie consumano molto meno acqua di una volta, conseguentemente sono diminuiti i consumi di detersivo e di energia. Così, mentre una lavastoviglie tradizionale per 10-12 coperti consumava anche 45 litri e circa 2,5 kWh per il ciclo più lungo, per una in classe A il consumo scende a circa 13 litri e a 1,4 kWh (vedi tabella).
Fanno ancora meglio le lavapiatti di ultima generazione, quelle nelle nuove classi A+, A++ e A+++: appena 7 litri per ciclo e fino al 30% in meno di energia consumata rispetto ai valori richiesti per la semplice classe A.
Tabella: consumi di una lavastoviglie di classe A e di una tradizionale di modello medio (10/12 coperti) e di potenze differenti, usate una volta al giorno per un lavaggio completo (Enea).
| Modello lavastoviglie | Kwh/lavaggio | Kwh/anno | Detersivo /lavaggio (g) | Detersivo /anno (Kg) | Costo annuo (euro) |
| Classe A | 1,4 1,6 |
511 584 |
20 30 |
7,3 11,0 |
111,00 147,00 |
| Tradizionale | 2,5 3,0 |
912 1095 |
40 50 |
14,6 18,2 |
202,00 244,00 |
Il consumo energetico può diventare quasi trascurabile, e gli stessi tempi di lavaggio ridotti al minimo, se poi si collega l'ingresso della lavastoviglie (in questo caso ne basta anche uno solo!) alla tubatura dell'acqua calda, magari alimentata da pannelli solari. Un accorgimento valido quanto più l'apparecchio è posizionato nelle immediate vicinanze della caldaia a gas o dell'accumulo di acqua calda.
Lavastoviglie vs lavaggio a mano
La campagna televisiva delle aziende interessate alla diffusione di lavastoviglie confronta i consumi generati nel lavare i piatti a mano: “puoi” consumare più acqua e energia. Vero, purtroppo, a causa di cattive abitudini: lavare con l'acqua corrente, magari bella calda, intingendo frequentemente la spugnetta nel detersivo, per poi risciacquare ancora con l'acqua bollente, è un modo per sprecare senz'altro di più (fino a 60 litri d'acqua contro i 16 di una lavastoviglie di classe A con programma Eco, più i consumi del gas).
Del tutto diverso se si immergono subito i piatti in una bacinella o nel lavandino con la giusta dose di detersivo e si utilizza sempre la stessa acqua, utilizzando quella corrente fredda solo per il risciacquo: il consumo di acqua scende a 20 litri circa.
Se si seguono questi semplici accorgimenti e non si è una famiglia numerosa che cucini spesso, vale la pena fare a meno della lavastoviglie e continuare a lavare a mano.
La durezza dell'acqua
La lavastoviglie è in genere dotata di un dispositivo, detto “addolcitore”, grazie al quale viene ridotta la “durezza” dell'acqua ed evitata così la formazione di calcare che, depositandosi sulle resistenze elettriche e sulle parti meccaniche, provocherebbe un aumento dei consumi e un rapido deterioramento della macchina. Le moderne lavastoviglie segnalano poi la necessità di aggiungere sali nell'addolcitore: si tratta in genere di prodotti inquinanti, che si possono sostituire con normale sale grosso da cucina. Da notare che più l'acqua del rubinetto è dura (ricca di sali), più il lavaggio risulta poco soddisfacente e le stoviglie opache. E' importante quindi conoscere il grado di durezza dell'acqua. La bolletta del Comune riporta i dati aggiornati delle analisi, ma in alternativa anche sul sito Internet di Assocasa (associazione delle imprese di prodotti e servizi di pulizia) è pubblicato il grado di durezza dell'acqua di quasi tutti i Comuni italiani.
Detergenti
I detersivi per lavastoviglie contengono cloro, soda, fosfati, citrati, silicati e molti riempitivi salini. Devono rimuovere a fondo i colori intensi dei cibi, ma la combinazione di detersivo fortemente alcalino e di brillantanti acidi finisce per sbiadire anche i colori delle porcellane e per opacizzare i bicchieri. Come per le lavatrici più moderne, un risciacquo parsimonioso d'acqua rende sempre più difficile rimuovere per bene i detersivi. Vale quindi la pena usarne il meno possibile, dimezzando la dose per lavatrici recenti e per lavaggi rapidi.
Occhio alle cattive abitudini
Errori e cattive abitudini penalizzano i consumi anche nel caso della lavastoviglie. Come ad esempio l'abitudine di “prelavare” sotto un getto di acqua calda corrente piatti e pentole prima di inserirle nella macchina. Così facendo, il tempo, l'energia e l'inquinamento del lavaggio a mano si sommano a quelli prodotti dal lavaggio con la macchina. L'operazione, indispensabile, invece da svolgere prima di caricare si definisce in gergo tecnico “raschiamento” del residuo di cibo e si compie a mano o con una spazzola morbida, anche a secco subito dopo il pranzo. Finito il ciclo, è consigliabile lasciare aperto lo sportello per facilitare l'asciugatura ed evitare la formazione di cattivi odori.





