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La caldaia e l'impianto centralizzato

Autonomo o centralizzato? Oggi non ci sono più dubbi che il riscaldamento centrale sia la soluzione più conveniente. Quali vantaggi garantisce, gli adempimenti normativi da rispettare per mantenerlo efficiente e in sicurezza, le tecnologie che ci permettono di adattarlo in funzione dei nostri ritmi di vita e di pagare solo in base a quel che si consuma.

Abbiamo 5 consigli per te


Difficoltà Convenienza
1

Informati presso l'amministratore di condominio sull'esito del controllo di sicurezza e di efficienza della caldaia e chiedi consiglio relativamente alla convenienza di interventi sulla caldaia e sull'impianto di riscaldamento. Nessun costo.

2

Regola attentamente la valvola termostatica d'appartamento (obbligatoria sul nuovo e sul ristrutturato) in modo da ridurre il riscaldamento quando si è assenti o durante la notte. Solo vantaggi.

 

3

Applica valvole termostatiche sui singoli caloriferi che necessitano di regolazione: si può arrivare a risparmiare circa il 10% delle spese di riscaldamento.
Costo indicativo: circa 60-80 euro a calorifero se non predisposto; diversamente, 20 euro circa.

4

Installa un sistema di contabilizzazione individuale del calore negli appartamenti o sui termosifoni che necessitano di regolazione: in questo modo le spese di riscaldamento verranno ripartite sulla base degli effettivi consumi. Chiedi preventivi a diverse ditte.
Costo indicativo: circa 1.500-2mila euro ad appartamento nel caso di riscaldamento a distribuzione verticale; 500-800 euro nel caso di distribuzione orizzontale ad appartamento.

5

Sostituisci la caldaia con una a condensazione, con relativa messa a punto dell'impianto di distribuzione.
Il costo è variabile per ogni condominio e diviso per millesimi. Utile farsi fare più preventivi e valutare i vantaggi fiscali.

Agevolazioni e contributi

Detrazione 36%
Le spese di ristrutturazione edilizia documentabili mediante fattura usufruiscono della detrazione del 36%, diventata permanente con la Manovra Monti (DL 201/2011). La detrazione, da ripartire in 10 anni, ha un limite massimo di spesa di 48 mila euro per unità immobiliare e l'IVA al 10%. Oltre ai proprietari, ne possono usufruire anche gli affittuari.
Detrazione 55%
Per gli edifici esistenti, fino al 31 dicembre 2012 è prorogata la detrazione d'imposta del 55% sulle spese sostenute, fino ad un massimo di 30 mila euro (su un totale di 54 mila circa), da ripartire obbligatoriamente in 10 annualità fiscali.

Essere a norma
La legge ha giustamente reso obbligatori i controlli sulla sicurezza e sull'efficienza degli impianti termici centralizzati delle abitazioni. Le operazioni di manutenzione ordinaria devono essere effettuate secondo le indicazioni riportate sul libretto di centrale, comunque rispettando le norme UNI e CEI relative alla tipologia di installazione. Senza queste indicazioni, si deve intervenire annualmente, generalmente poco prima dell'accensione autunnale.
I controlli di efficienza energetica devono avvenire secondo le disposizioni del DLgs 311/06 e per impianti di potenza superiori a 35kW la cadenza è annuale.

Tutte le operazioni di manutenzione e i dati di funzionamento del proprio impianto debbono poi essere registrati nel libretto di centrale, che costituisce una sorta di “carta d'identità” dell'impianto. L'amministratore (che può nominare un “terzo responsabile”) è responsabile della sua tenuta in sicurezza, del libretto, del periodo annuale di accensione (differente per ogni regione climatica italiana).
La correttezza della manutenzione deve essere verificata per legge dai Comuni (se contano una popolazione superiore ai 40mila abitanti) o dalla Provincia per i Comuni più piccoli.




Tempo di sostituire la caldaia


Se utilizziamo una caldaia a gasolio o a carbone oppure uno scaldabagno elettrico dovremmo passare quantomeno al metano (meglio ancora sarebbe il solare termico). Fra tutte le fonti energetiche di origine fossile, il gas metano è quella con l’impatto minore sull’ambiente e quella di più facile utilizzo. Utilizzare il metano, in ogni caso, non vuol dire non inquinare. La sua combustione provoca delle emissioni di ossidi di azoto e di CO2, sebbene molto inferiori rispetto alle altre fonti fossili, e una certa quantità di metano fugge in atmosfera durante la sua estrazione e il suo utilizzo, incrementando così l'effetto serra. 

Le caldaie a gas a più alto rendimento sono quelle a condensazione, perché capaci di sfruttare anche il calore latente del vapore acqueo contenuto nei tubi di scarico che fuoriescono quasi freddi, a una temperatura di circa 40 °C, insieme ad acqua di condensa. Fumi a queste temperature necessitano semplicemente, come canne fumarie, di un tubo di plastica di diametro 7-8 cm. Generalmente costano dal 30 al 60% in più rispetto ai modelli classici, ma permettono un risparmio energetico, nel caso di utilizzo del gas metano, che può raggiungere anche il 35%, con emissioni di ossidi di azoto e monossido di carbonio anche dell’80% inferiori.




In assoluto, otteniamo il maggior vantaggio se la caldaia a condensazione lavora a bassa temperatura, quindi se possibile meglio abbinarla a sistemi di riscaldamento radiante (a pavimento).

Centralizzato perché




La sempre maggiore esigenza delle famiglie di poter gestire liberamente ed autonomamente l’impianto di riscaldamento, ha portato spesso in passato a preferire la trasformazione verso impianti autonomi. Ma questa non è quasi mai la scelta migliore.

In genere, una sola caldaia condominiale, magari a condensazione, garantisce:
  

  • minori costi di installazione, perché una caldaia grande costa meno della somma delle singole, prevede una sola canna fumaria, richiede una potenza termica massima inferiore;

  • rendimenti superiori, una durata maggiore e costi di gestione inferiori, visto che richiede un solo intervento di controllo annuale;

  • maggiore facilità di gestione: la responsabilità dell'impianto condominiale non è un privato, ma un più competente amministratore o una impresa specializzata.




Contabilizzare i consumi




C’è un modo per ottenere i benefici dell’impianto di riscaldamento autonomo senza però dover rinunciare a quello centralizzato. E’ quello di dotare i singoli appartamenti o i singoli termosifoni di valvole termostatiche unite a sistemi di contabilizzazione individuale del calore. In questo modo, pur mantenendo l’unico impianto centralizzato condominiale, i singoli condomini avranno la possibilità di scegliere liberamente la temperatura e gli orari di accensione del riscaldamento nel proprio appartamento, pagando sulla base dei consumi effettivi, ovvero del calore consumato.
L'intervento si presenta più facile, e quindi anche meno oneroso, nel caso di riscaldamento con sistemi di distribuzione del calore orizzontali (ogni appartamento avrà un unico contacalorie posto a valle di tutti i caloriferi), più difficile nel caso di tubazioni di riscaldamento verticali, che collegano i caloriferi della stessa facciata. In quest'ultimo caso termostato e contacalorie vanno applicati ad ogni calorifero dell'appartamento.

Ovviamente, una parte delle spese per il riscaldamento, stabilita dall'assemblea di condominio e che in genere può variare da un minimo del 20 ad un massimo del 50% delle spese totali, continuerà ad essere ripartita tra tutti in base ai cosiddetti “millesimi calore”, per compensare i costi comuni sostenuti per la conservazione e la manutenzione della caldaia e degli apparecchi ad essa collegati.




Per i condomini: gli interventi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore vengono decisi a maggioranza condominiale semplificata. Sono obbligatori, invece, in tutti gli edifici che hanno ottenuto il permesso di costruzione dopo il 30 giugno 2000.

Agevolazioni e contributi

  • Detrazione 55%

    La detrazione viene riconosciuta per i seguenti interventi:

    • sostituzione della caldaia con una a condensazione e contestuale installazione di valvole termostatiche ai radiatori;
    • trasformazione dell'impianto centralizzato per rendere applicabile la contabilizzazione del calore nelle singole unità.

    Per usufruire della detrazione è necessario che:

    • si sia prodotta l’asseverazione di un tecnico abilitato attestante il rendimento del generatore di calore ed il rispetto ai requisiti di legge. In alternativa, questo documento può essere sostituito dalla certificazione del produttore della caldaia e delle valvole termostatiche;
    • l'amministratore o un tecnico abilitato abbia trasmesso all'Enea (entro 90 giorni dalla fine dei lavori) la scheda informativa dell'intervento effettuato e abbia inoltrato comunicazione via web alla Agenzia delle Entrate per i lavori che proseguono oltre il periodo d'imposta nel quale sono iniziati;
    • si conservi la documentazione fiscale, le ricevute dei bonifici effettuati e la ricevuta di inoltro all'Enea.
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