Un italiano trascorre mediamente 21 giorni all’anno dentro l'abitacolo della propria auto. La metà di questo tempo lo passa imbottigliato nel traffico (252 ore a Roma, 237 ore a Milano, 180 ore a Torino e 178 ore a Genova). Il costo di tutte queste ore perse? 650 € a Roma, 642 € a Milano, 440 € a Torino e 408 € a Genova (Fonte: ACI – Indagine sul traffico in 4 città italiane – gennaio 2009). Com’è possibile rinunciare all’auto per spostamenti spesso differenti per orario, origine, destinazione e tipologia, quando il solo trasporto pubblico non è in grado di porsi come efficace alternativa?
La risposta si chiama intermodalità ed è molto diffusa in nord Europa dove i pendolari alternano l'uso della bicicletta, dell'auto e del trasporto pubblico per recarsi sul luogo di lavoro o per effettuare gli altri tipi di spostamento. E’ intermodalità partire da casa in bici, proseguendo fino alla stazione per prendere il treno ed interscambiare con il tram per giungere a destinazione o portare i bambini a scuola in car pooling con i compagni di classe per poi lasciare l’auto in un parcheggio di interscambio giungendo a destinazione con il trasporto pubblico.
L’integrazione funzionale tra sistemi di trasporto può essere uno dei modelli più idonei per sfruttare i vantaggi e le vocazioni di ciascuna tipologia di mezzo (l’auto per i tragitti più esterni e i mezzi pubblici per penetrare all’interno dell’area urbana). Ecco alcune soluzioni innovative per incentivare nuovi comportamenti di viaggio che aiutino a contenere l’uso del mezzo privato in città.
Parcheggi di interscambio (park & ride)
Offrono la possibilità di parcheggiare nei pressi delle stazioni ferroviarie e della metropolitana riducendo il tempo e la distanza per l’interscambio con il mezzo pubblico. Diffusi in diverse città italiane (ad esempio, a Milano il parcheggio di Famagosta o di Bisceglie), sono quasi sempre ubicati in periferia e consentono una veloce accessibilità con il trasporto pubblico in centro città.
Bici + treno (bike & ride)
Diffusissimo in nord Europa dove treni ed autobus sono ben attrezzati per alloggiare le biciclette, è invece spesso ostacolato in Italia per problemi di spazio (a Roma e a Milano è consentito il trasporto bici sulla metropolitana esclusivamente dalle ore 20 a fine servizio). Una buona soluzione sono le bici pieghevoli. Di solito sono considerate come un bagaglio (dipende dalle misure della bici chiusa) e viaggiano gratis e senza limiti di orario, al contrario di quelle normali.
Biglietti unici integrati
E' il futuro dell'offerta del trasporto pubblico, perché si propone di mettere a disposizione dell'utente tutti i mezzi di trasporto, a prescindere dalla società che li gestisce, con biglietti, tariffe e orari unici e coordinati. Tali progetti vengono impropriamente definiti di “integrazione tariffaria”, perché prevedono biglietti di formato unico su scala regionale e sistemi tariffari legati ad aree geografiche o fasce chilometriche, ma debbono tener anche conto dell'interscambio, delle coincidenze, della qualità del servizio erogato. In Italia l’integrazione tariffaria è presente, con modalità e caratteristiche diverse, nelle principali aree metropolitane (Torino, Milano, Roma e Napoli) ma poco diffusa nelle città medio-piccole.
La prima regione ad attivare un biglietto unico è stata la Campania, dove l'integrazione tariffaria ha un nome semplice: Unico. Inaugurato nel 1994 e riformulato nel 2001, prevede l’integrazione gestionale e tariffaria a livello regionale coinvolgendo Napoli e i 550 Comuni campani con un bacino di utenza pari a 5.630.000 abitanti. In pratica, con un unico biglietto si può viaggiare in tutta la Regione su treni, metro, autobus, tram, funivie e traghetti. Il sistema di tariffazione è basato su fasce semicircolari che dal capoluogo crescono di dimensione. Ma se ci si muove tra due Comuni senza transitare per il capoluogo è possibile usufruire di una tariffa più vantaggiosa. I risultati del sistema campano sono sorprendenti: dal 1994 l’incremento degli introiti è pari a circa il 200% mentre gli utenti sono aumentati oltre il 300%.
In seguito sono state attivate integrazioni tariffarie anche a Roma (Metrebus Lazio), a Torino (area integrata Formula), a Milano (SITAM e Itinero).
Da marzo 2011, la Provincia di Milano promuoverà in fase sperimentale il progetto MIMoney che prevede la distribuzione di 25mila card gratuite ai pendolari dell’area Paullese (a sud-est di Milano). Un solo documento di viaggio per salire su treni, pullman, autobus e tram, una carta elettronica da ricaricare che non ha bisogno di essere vidimata o strisciata al tornello perché solo tenendola in tasca o in borsetta il microchip registra il passaggio del viaggiatore e la tratta effettuata.





