Sacchetti di plastica, finalmente vietati anche quelli con additivi
“L'Italia completa nel migliore dei modi la rivoluzione iniziata con il bando dei sacchetti di plastica inserito nella Finanziaria 2007, che ha già permesso una forte riduzione degli shopper usa e getta in tutto il Paese e la riscoperta della sana abitudine delle sporte riutilizzabili”. Legambiente commenta soddisfatta il decreto legge “Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale" pubblicato il 25 gennaio in Gazzetta Ufficiale, che aggiorna all’articolo 2 il divieto di vendita dei sacchetti di plastica usa e getta entrato in vigore il 1° gennaio 2011, stabilendo i veri criteri di biodegradabilità degli shoppers. D’ora in poi un sacchetto per essere definito veramente biodegradabile dovrà garantire la sua compostabilità secondo la norma europea EN 13432. Stop al commercio dunque degli shoppers finto bio realizzati con l’aggiunta di additivi chimici, i cosiddetti oxo-biodegradabili, in realtà sacchetti inquinanti come i vecchi shoppers di plastica tradizionale, ampiamente diffusi soprattutto sulle bancarelle di ambulanti e nei negozi di vendita al dettaglio e in genere pagati dai consumatori allo stesso prezzo delle buste in bio plastica compostabile.
Gli unici sacchetti di plastica ancora ammessi sono quelli veramente riutilizzabili ovvero le buste che abbiano uno spessore minimo di 200 micron per i sacchetti ad uso alimentare e di 100 micron per quelli destinate ad altri usi. Al di sotto di questi spessori, i sacchetti devono essere realizzati con materiali compostabili “che non inquinino il processo di produzione del compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici domestici”.
Non rispettare queste regole costerà caro ai trasgressori. A partire dal 31 luglio 2012, chi commercializzerà sacchi non conformi alla legge sarà punito con sanzioni da 2.500 fino a 25 mila euro, aumentabili fino a quattro volte nel caso di grandi quantità.




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