Negozi spreconi. Porte aperte e aria condizionata al massimo
Il grande caldo è arrivato. E la scena, puntuale, si ripete. Aria condizionata a manetta, temperatura polare, porte spalancate. Partiti i saldi, i negozi fanno a gara per attirare clienti, tenendo le porte perennemente aperte (c'è chi ha persino risolto il problema eliminandole!) e il condizionatore sparato al massimo. Pazienza, se facendo fuggire l'aria condizionata in strada i consumi elettrici raddoppiano. Ci siamo mai chiesti chi sarà a pagare per l'energia sprecata?
Pazienza se così si immettono in atmosfera tonnellate di anidride carbonica e se, entrando in uno di questi negozi freezer, ci prenderemo in piena estate l'ennesima bronchite o il raffreddore.
Eppure, in alcune Regioni la normativa in fatto di freddo parla chiaro. Il regolamento di igiene della Lombardia prescrive: “in estate temperatura compresa tra 25-27°C con umidità relativa del 40-60% e comunque con una differenza di temperatura fra interno ed esterno inferiore a 7°C». Addirittura, il Ministero della Salute consiglia di non scendere sotto i 3,5. Difficile però rispettare questo limite se, prima di tutto, non si isolano i locali dall'esterno.
Anche nelle nostre città dovremmo seguire l'esempio di New York che la scorsa estate ha multato con 200 dollari i negozi di Manhattan e del Bronx che non rispettavano la legge promulgata nel 2008.
Questo inverno Legambiente ha raccolto decine di fotografie di negozi spreconi con la pessima abitudine di lasciare porte aperte e riscaldamento acceso (guarda QUI la Gallery). Oggi rilanciamo l'iniziativa “Negozi spreconi, chiudete quella porta!” e invitiamo tutti a inviare la foto di un negozio sprecone a viviconstile@legambiente.org indicando nome, indirizzo e città della vetrina immortalata.




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